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venerdì 29 maggio 2020

Le nuove A della produttività

Ambiente e nuove App per il web e il mobile

Le nuove A della produttività
Nel trattare di produttività italiana, rispetto alle diverse filiere industriali ancora in gioco, s'è parlato per tanto tempo delle 4A (Abbigliamento, Agroalimentare, Automazione, Arredo). Ne sta emergendo una quinta: sta per Ambiente, intesa sia come nuova frontiera dei settori più direttamente collegati alla dimensione ambientale (energie rinnovabili, nuovi materiali, gestione dei rifiuti e del ciclo delle acque, servizi di prevenzione per la sicurezza territoriale e la conservazione della biodiversità e sistemi di monitoraggio della qualità delle risorse primarie) sia come dimensione strategica e trasversale a tutti i settori produttivi necessaria per abbattere i costi sociali, ambientali ed economici delle produzioni e aumentare il loro valore aggiunto tecnologico e simbolico, culturale ed etico.

App per mobile devices intour project news
Recita così una delle ricerche presentate al Seminario Estivo della Fondazione Symbola in corso a Treia, nelle Marche. Un'operazione d'ampio respiro strategico impostata nella valutazione delle qualità italiane, dove accanto alla presenza di forti tradizioni storiche e culturali, alla bellezza del contesto urbano e territoriale vi è quella di realtà imprenditoriali, tanto radicate nella dimensione locale quanto capaci di affermarsi a livello nazionale e internazionale.
Un'attenzione rivolta alla particolarità dei piccoli centri urbani, simbolo e metafora della forza attrattiva e comunicativa dell’Italia, che ha nei territori, nel loro patrimonio di valori, di coesione sociale e di imprenditorialità la base produttiva, ma soprattutto culturale, dello stesso made in Italy.

Una di queste ricerche ha come titolo “L’Italia che verrà”, realizzata da Symbola, sulla base di una molteplicità di pareri esperti, insieme a Unioncamere nazionale, con un rapporto dettagliato sull’industria culturale (che sarebbe opportuno definire invece filiere artigiane della cultura e della comunicazione).
E' qui che emerge una nuova A, quella di App, intesa come applicazioni per il web e il mobile. Un settore che va ben oltre il dato tecnologico per espandersi in ogni ambito, a partire da quello della valorizzazione delle diverse espressioni del territorio.

L'accesso mobile al web sta infatti facendo la differenza, perchè permette di produrre comunicazione in movimento, mentre si attraversa un territorio, comunicandone le peculiarità. Va infatti considerato quanto sia strategico associare nuove forme di progettazione (culturale, sociale, urbanistica o di marketing territoriale) alla trasformazione del nostro agire in relazione con lo spazio pubblico che percorriamo quotidianamente grazie a smartphone e Tablet sempre più performanti in tasca.

Da smartphone e tablet accedono al web più di 19 milioni utenti (un bel numero se si conta che sono 27 milioni quelli che, in totale, vanno su internet) con un 12,1% in più rispetto allo stesso periodo 2011 (fonte: Osservatorio trimestrale dell’Agcom).
Un dato reso interessante grazie alla competitività e alle schermaglie marketing degli operatori di telefonia, che si conferma con questo altro dato: più del 56% dei mobile in circolazione sono smartphone, predisposti cioè ad andare sul web con tale semplicità da azzerare quel “digital divide” psicologico che fino a qualche tempo era un buon pretesto per sottrarsi all'innovazione.

Questi andamenti devono essere contestualizzati da una cultura dell'innovazione che stabilisca un nuovo paradigma politico e culturale, perché emerga anche un'identità nazionale nella progettazione (a monte) e nell'utilizzo sociale (a valle) di queste App (e delle Web App, linea di sviluppo che considero più interessante, perché aperta a tutte le piattaforme).
E' nella sinergia tra gli ambiti culturali e quelli delle applicazioni web e mobile che si potrà innescare una sostanziale innovazione del Sistema Italia, interpretando, per alcuni aspetti, le indicazioni che stanno emergendo nel piano di sviluppo per le Smart City, premio assegnato a Roma Capitale in occasione dello SMAU 2014 del 19/20 marzo “per le misure intraprese per favorire lo sviluppo in chiave smart della città, tra cui l’impegno dell’Amministrazione per l’unificazione delle diverse reti Wi-fi pubbliche presenti a Roma, che consentirà a romani e turisti di usufruire di un’estesa rete di collegamento internet Wi-fi”.

di Carlo Infante
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