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lunedì 22 aprile 2024

Turismo Esperienziale

una meta, tanti turismi

Turismo Esperienziale
Pensare all’offerta turistica nella logica del Turismo Esperienziale, quella formula che pone come principale regola il “vivere una vacanza” anziché trascorrerla, è quanto di più attuale e strategico in chiave marketing territoriale si possa attuare in questo inizio di nuovo millennio.
Abbiamo parlato in un altro capitolo delle OTA, del loro avvento sul mercato del turismo e di come lo abbia profondamente modificato, penalizzando chi offre turismo ma anche chi ne fa uso, poiché ha portato ad un appiattimento e ad una spersonalizzazione dell’offerta.
Il dover rincorrere le logiche imposte da questo mercato, globalizzato e massificato, ha tolto al territorio e ai suoi operatori quella capacità di “accompagnare” l’ospite nella sua vacanza, viziandolo e facendolo sentire al centro del mondo. Il “fattore prezzo” che prevale su ogni cosa ha di fatto portato il turista a scegliere grandi villaggi svuotati di ogni rapporto umano, preferiti ai piccoli alberghi a conduzione familiare capaci invece di offrire calore e a generare quel rapporto tra cliente e proprietà che aveva disegnato i tratti della “villeggiatura” dell’inizio secolo scorso.
Ecco perché entrare nella sfera del Turismo Esperienziale significa oggi fare la differenza e combattere la globalizzazione delle OTA.

I cardini sui quali si fonda il valore del Turismo Esperienziale si possono riassumere nei seguenti punti:
1) Esperienza unica e di fatto personalizzata, poiché destinata ad un particolare target ?2) Emozioni vissute e soddisfazione dell’ospite a garanzia di un ritorno di immagine del brand ?3) Tariffa al ribasso addio: Esperienze uniche ed Emozioni non hanno prezzo  
La pratica del Turismo Esperienziale può essere attuata a diversi livelli, da quella territoriale che prevede lo sviluppo di una rete tra operatori, associazioni ed amministrazione che si coordinano a favore di un progetto programmato e pianificato, alla formula del “gruppo operatori” di diversa tipologia e servizi, tali da proporre più soluzioni di una o più giornate tematiche.  
Per l’appassionato di arte si attiverà un itinerario attraverso musei, antichi palazzi, edifici religiosi e altro, offrendo magari guide turistiche locali capaci di accompagnarlo alla scoperta di quegli aspetti che sfuggirebbero con una semplice visita.
L’amante di escursioni troverà invece percorsi pensati e studiati, da scegliere se coprirli con una guida ambientale oppure in solitaria o in gruppo con altre persone.
Per gli appassionati di sport le proposte saranno legate ad eventi specifici e allo sviluppo di idee che pongano al centro l’attività sportiva.
Poi vi è la fotografia, la storia, l'enogastronomia, l'agricoltura, le tradizioni, la pesca, il birdwatching, la musica, il ballo, l'arte, i castelli e tanti tanti altri turismi…

Ma per promuovere la formula di Turismo Esperienziale è necessario capirne per primi il significato ed il suo grande valore, scoprire la differenza che corre tra visitare un luogo e vivere un luogo, tra proporre una meta e rendere fruibile una meta secondo i vari interessi.
Il Turismo Esperienziale è un’enorme risorsa per chi offre turismo; le tante aree che lo hanno già adottato e quegli operatori che già lo offrono, sanno perfettamente quale è la sua naturale capacità attrattiva e la sua forza di fidelizzazione.  
Il proprio sito, i profili Facebook ed altri social, campagne adsense di Google ed altri canali web saranno megafoni dove andare a promuovere le nostre offerte e le nostre idee di soggiorno, attraverso titoli e immagini specifiche e tematiche. 

©Roberto Roby Rossi
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